Intervista a DJ FALCON!

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DJ FALCON intervista di Matteo Quinzi  – L-Ektrica Fanzine n°2 – Novembre

Sei senza dubbio un’icona per i giovani djs e clubbers, in particolare per quelli che seguono e apprezzano il “French Touch”. In questi anni ti sei costruito una solida reputazione grazie ai tuoi dj sets e anche con il supporto dei Daft Punk. Voci di corridoio dicono che tu sei talmente legato a loro che potresti essere definito il “terzo Daft Punk”. Cosa ne pensi a proposito?
Onestamente non sono d’accordo. Intendiamoci per me è un onore che la gente dica una cosa del genere, ma no, i Daft Punk sono un duo formato da Thomas e Guy Manuel. Ho collaborato con Thomas nei 12” “So Much Love to Give” e “Together”, e ho fatto uscire alcune mie cose per la Roulè, l’etichetta di Thomas, ma questo è tutto. Loro fanno le proprie cose e non credo di avere più di tanto a che vedere con ciò. Ripeto, è un grandissimo onore per me che girino certe voci, ma i Daft Punk sono i Daft Punk e io mi occupo della mia musica.

In quasi dieci anni di carriera tu hai prodotto solo quattro releases, due delle quali con Thomas Bangalter, e tutte sono diventate delle dancefloor hits a livello mondiale, specialmente “So Much Love to Give” e “Together”. A questo punto la domanda sorge spontanea: sei un super perfezionista o solamente molto pigro per quanto riguarda la produzione musicale?
Ho prodotto quattro singoli per la Roulè ed un vinile dal titolo “My Name is Dj Falcon” che è stata anche la mia prima uscita ufficiale. Poi ho fatto le due tracce già citate a quattro mani con Thomas ed alcuni remix per artisti come Cassius e Phoenix. Penso che la verità  stia nel mezzo. Il motivo per cui non ho prodotto tanta musica in questi anni è perché sono capitato in questo mondo per puro caso. Non avevo mai studiato nè fatto musica prima e non avrei pensato che sarebbe stata pubblicata al tempo.
Oggi quasi tutti hanno un laptop, programmi per fare musica, myspace, la sensazione è che sia molto più facile entrare nel mondo della produzione musicale. Ma al tempo era tutto molto diverso.
Quando Thomas mi chiese se poteva pubblicare la mia musica fu un vero shock per me. Prima di quel momento non avevo mai immaginato la musica come un lavoro, era sempre stato un hobby per me. Così produssi alcune tracce che per fortuna andarono molto bene, ed iniziai a fare moltissimi dj sets e a viaggiare, un’altra mia grande passione. Inoltre mi occupo di fotografia. Quindi tra il viaggiare e le altre cose, è vero, non ho prodotto così tanta musica in questi anni. Ma non vi preoccupate,  sto tornando in studio a produrre del nuovo materiale. Se tutto andrà come spero e penso, potrete sentire una nuova release di Dj Falcon il prossimo anno.

Hai viaggiato moltissimo in giro per il mondo grazie ai tuoi dj sets, passando da piccoli clubs a grandi festivals. Qual è la tua dimensione ideale (tipologia di pubblico, struttura della location, atmosfera) e la location o club nel quale preferisci suonare in assoluto?
Non è così facile dirlo, dipende da così tanti fattori. Per esempio una volta puoi avere “a best party” a Tokyo e magari la volta dopo non è così eccitante. Quello che ti posso dire è che mediamente mi trovo molto a mio agio in Giappone, in Australia e a New York. Ma non ho un club preferito o qualcosa del genere, sono un insieme di fattori, un’alchimia difficilmente prevedibile che determina una serata ben riuscita.

Cosa ci dici a proposito dei diversi approcci del pubblico e delle varie abitudini in giro per il mondo, sono ancora così presenti e marcate da nazione a nazione?
Sono in questo mondo da più di dodici anni ormai e ti devo dire con franchezza che le differenze di audience tra le varie nazioni si stanno riducendo sempre di più. Con questo non voglio dire che ormai suonare è la stessa cosa ovunque, ma media come Mtv, Youtube, internet hanno creato una sorta di globalizzazione del pubblico.
Mi ricordo quando ho iniziato a viaggiare per i miei dj sets le differenze erano così evidenti! Ma alcune sono ovviamente rimaste intatte, ad esempio quando suono in Spagna, già so che il mio set inizierà tardissimo o che in Nord Europa la gente non è così calorosa ed espressiva mentre in Australia o in Asia vanno letteralmente fuori di testa!

A questo punto non posso non chiederti la tua opinione sull’Italia e su com’è suonare da noi…
Suonare in Italia mi piace molto. Adoro l’Italia. Per me è molto più facile ed un gran piacere venire a suonare in paesi che apprezzo per tradizioni e cultura.
Per esempio quando vengo da voi, già so che avrò una cena deliziosa, e questo è un ottimo modo per iniziare una serata.
Inoltre le donne sono bellissime, insomma tutto “il pacchetto” made in Italy ti fa sentire alla grande! Quando ti piace la nazione o la location dove dovrai suonare ti senti molto più ispirato ed eccitato. Ribadisco, è davvero un gran piacere suonare in Italia!

Qual è la traccia che esprime al meglio la tua personale definizione del concetto di “dancefloor music”?

Si ho delle tracce preferite, molte delle quali sono delle “radio old school”. Per esempio una delle mie favorite è “Byrdman’s Revenge” di Mike Delgado. Un brano all’apparenza molto semplice, basato principalmente su un unico loop, ma adoro quel forte senso di immediatezza  che trasmette,  insieme al fatto che sia “super groovy” ed allo stesso tempo ipnotica, in un certo senso.

Come mai, visto che sei francese, il tuo sito ufficiale è in tedesco?
In realtà non è esattamente il mio sito personale, bensì il sito di Dj Falcon curato dalla mia agenzia di booking, che è tedesca. Non sono molto bravo con la promozione, i social network e questo tipo di cose, per cui ho preferito demandare  a loro questi compiti. Inoltre non mi trovo gran che a mio agio nel promuovermi in prima persona o nelle interviste. È per questo che non ho un mio vero e proprio sito personale. L’unico media promozionale-comucativo  del quale mi sto occupando un po’ è la mia pagina myspace.

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