Intervista a TIGA!
L-Ektrica Fanzine n.8

tiga[6]

Intervista a TIGA di Matteo Quinzi.

L-Ektrica Fanzine n° 8 Maggio 2010

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È passato quasi un anno dall’uscita del tuo secondo album, “Ciao!”, un tempo ragionevole per stilare un bilancio. Se e quanto sei rimasto soddisfatto dai responsi di critica, pubblico e vendite che il disco ha avuto? Se potessi tornare indietro, cambieresti qualcosa?
Si, è passato esattamente un anno, ma onestamente mi sembra sia trascorso molto più tempo. Sono rimasto soddisfatto dall’accoglienza generale che il disco ha ricevuto e anche delle vendite… Al contrario sono rimasto un po’ deluso dall’industria musicale nel suo complesso.
Credo che questo sia un periodo molto eccitante per fare  musica, ma dopo averla prodotta può diventare anche pochino deprimente. C’è sempre una piccola parte di te pronta a sperare che accada “qualcosa” di inaspettato… E nel mio caso non è accaduto nulla di tutto ciò…Si è trattato solo di business, come al solito.

La tua ribalta internazionale risale al 2002, grazie all’acclamato “Dj Kicks” per la K7!. Da lì successo, copertine di magazines e dj-sets in giro per il mondo. Che ricordi hai di quell’incredibile e decisivo periodo della tua vita e della tua carriera?
Posso avere solo ottimi ricordi di quel periodo: tutti i miei sogni si tramutarono velocemente in realtà! Ho imparato a produrre musica, ho incontrato i miei eroi personali, ho viaggiato e ho stretto molte nuove amicizie. È stato un periodo eccitante, di forte ispirazione e non mi viene in mente nulla di negativo.  Ero così preso da tante cose e credo di averlo raccontato attraverso la musica. Ero innamorato.

Nella prima parte della tua carriera eri strettamente collegato con la International Dj Gigolo di Helmut Geier, meglio conosciuto come Dj Hell. Come iniziò quel sodalizio e in quali rapporti siete oggi?
All’epoca eravamo grandi amici. Helmut è stata la persona che più di tutti ha lanciato la mia carriera, il primo a credere in me e a promuovermi…E in cambio, abbiamo costruito un’ottima intesa lavorativa. All’epoca la Gigolo fu importante per me ed ero fiero del ruolo che ricoprivo nella label. Eravamo come una piccola famiglia, con il nostro nuovo “movimento”.
Oggi siamo ancora amici,  ma non ci frequentiamo più molto spesso. In tutti i casi nutro ancora un profondo rispetto e stima per Hell, come uomo e come artista.

Facendo un ulteriore balzo indietro nel tempo, nel 1998 hai fondato la Turbo Recordings, una label che nel corso degli anni ha licenziato artisti come Chromeo, Boys Noize, Proxy, Brodinski, Roman Flugel ed il “nostro” Giorgio Gigli. Dicci qualcosa in più riguardo questa avventura e quali sono i prossimi progetti della label?
Turbo è il nostro mezzo per lavorare con gli artisti e la musica che preferiamo. Ho una visione abbastanza “old fashioned” riguardo a cosa dovrebbe essere una label: cura nell’art work, una politica musicale di grande apertura…In sostanza proviamo a lavorare solo con la musica che più ci piace. Al momento non abbiamo un vero e proprio “master plan”. Entro la fine del 2010 usciranno gli album di Chromeo, Proxy, Sei A e forse ZZT, oltre a molti nuovi ed eccitanti singoli.

Che cos’è esattamente il “Planet Turbo”? Ho visto che avete diverse date nelle prossime settimane in giro per l’Europa, con moltissimi guests…
Planet Turbo è un tour mondiale, che dopo essere partito dall’Europa, arriverà anche in Australia ed in Nord America. Ci saranno gli artisti della Turbo più vari amici/ospiti e suoneranno insieme con un visual set curato ad hoc da Andreas Nillson dei Knife. Un mix di visuals acid-warehouse e un’atmosfera più concertistica con uno stile narrativo teatrale. Ed un grande gruppo di amici!

Sei considerato uno dei migliori remixer in circolazione ed il tuo ultimo lavoro su “Transmission” dei Boys Noize ne è l’ennesima conferma. Qual è il tuo ingrediente segreto per trasformare una “semplice traccia” in un anthem da dancefloor? Credi sia la tua conoscenza delle tecniche in studio, delle manipolazioni sonore o la tua sensibilità musicale e melodica?
Onestamente non lo so. Non credo sia una questione tecnica, visto che non ritengo di avere un sound così coerente e peculiare. Ma ho sempre rispettato il brano originale e cerco di lavorare con la canzone. Credo di avere un buon “understanding” di come rendere un brano ottimale per un dj, quindi di base  cerco di fare una versione che potrei suonare in un club. Semplice.

Il tuo primo lp “Sexor” può essere considerato più come una raccolta di singoli, mentre “Ciao!” come un vero e proprio album, un’intrigante miscela di pop, electro e dance. Cosa ne pensi a proposito e cosa ci dobbiamo aspettare dal terzo disco?
Quello che hai detto è molto accurato. Se dovessi fare un terzo album, dovrà essere un cambiamento completo: un lavoro più personale, coraggioso e spoglio. Mi piacerebbe chiudermi per 12 mesi in una casa di campagna, lavorare da solo ogni giorno e vedere quale sarebbe il risultato.

Parlaci in maniera più approfondita di “My name is Tiga”. Può essere considerato come una nuova versione dei classici podcast o cos’altro?
Per me è semplicemente un radio show di 2 ore, dove ho la possibilità di parlare della musica che più piace. Adoro fare i podcast.

Leggendo e ascoltando le tue playlist mensili sono stato ben lieto di constatare che il tuo spettro musicale è molto eclettico ma al tempo stesso selezionato. Rivelaci un paio di nomi di artisti o band delle quali ti sei innamorato nelle ultime settimane…
Innanzitutto grazie per il complimento. Ultimamente ho scoperto moltissima buona musica. Mi hanno colpito alcune cose di Mount Kimbie, i Fuck Buttoms, mi ha folgorato Burial (lo so, qui sono un tantino in ritardo!?), e soprattutto ho trovato la mia band favorita degli utlimi anni, gli XX…Inoltre anche Ben Klock sta facendo ottime cose ed ovviamente il nuovo degli LCD Soundsystem. Ci sono così tante nuove ed ottime bands in circolazione, è un gran momento per la musica, sotto questo punto di vista.

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