Intervista a
*TOMMIE SUNSHINE*!!!
L-Ektrica Fanzine n.1

tommie1

Leggetevi l’esclusiva intervista a TOMMIE SUNSHINE che Matteo Quinzi ha realizzato per la Fanzine di L-Ektrica di questo mese.

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La tua carriera musicale è iniziata a Chicago ma ora vivi a Brooklyn, New York. Come mai questa scelta? Quali sono le principali differenze che hai riscontrato tra le due scene musicali? A quale città sei più legato?
Il mio cuore apparterrà per sempre a Chicago, dove l’House Music è nata. New York è molto più dura, severa, cosa che mi piace ma che ti fa perdere un po’ di anima, quando sei costretto ad essere così “tosto”. Il suono house di New York è molto più legato al concetto di droga mentre quello di Chicago al lasciarsi andare, sudare, muovendo il proprio corpo. In un certo senso, da quando l’House Music ha lasciato Chicago, è diventata un compromesso, trasformandosi in altro. Nessuno produrrà più musica come quella e avrà per sempre un posto speciale nel mio cuore.

Hai suonato in moltissime sfilate e after party per importanti stilisti e case di moda come Versace, Raf Simons, Chanel… Addirittura Paul Frank ti ha chiesto di disegnare un paio di occhiali per lui. Come mai il mondo della moda è così interessato, attratto da te?
È una domanda molto curiosa e “buffa”. Ad esempio in questo momento vi sto rispondendo da Dubai, dove qualche ora fa ho suonato al party per il lancio del nuovo profumo di Carolina Herrera. La moda è interessata a me perché si muove molto velocemente. Anche più della musica. È molto “Warhol” come le cose diventano tendenza e poi svaniscono. I fashion parties sono di solito assai noiosi e preferisco di gran lunga suonare per gli amanti della musica.

Dopo molti anni e diverse remix/session compilation, finalmente sembrerebbe essere arrivato il momento per tuo album di debutto. Cosa ci dobbiamo aspettare? E come mai tutta questa attesa?  Sei un perfezionista o solo “distratto dalla vita”?
In realtà non c’è ancora una data ufficiale per il mio debut album, prima o poi arriverà. Trovo che il formato sulla lunga distanza sia superato da anni. Nessuno ascolta un album dall’inizio alla fine ormai. Molte persone comprano la traccia singola e quasi mai ascoltano il resto delle produzioni di quel musicista o gruppo. È lo specchio del periodo storico in cui viviamo. La cosa migliore da fare è creare, condividere e amare più che puoi finché questo breve viaggio chiamato vita svanirà in una nuvola di fumo.

Sei anche un famoso e apprezzato remixer: Yoko Ono, Good Charlotte, Kelis, Yeah Yeah Yeahs, Elvis Presley, Pink, The Killers, Amanda Lear (!?) sono solo una piccola parte dei tuoi “pazienti”. Qual è la tua prima regola nell’arte del remix?
Non ho mai remixato nulla del quale non mi piacesse la versione originale. Mi piace reinterpretare la musica altrui attraverso il mio caleidoscopio sonoro, con lo scopo di indirizzare l’immaginario in quella direzione. Tengo a non modificare la struttura delle canzoni, cosa che buona parte dei remixer hanno perso l’abitudine di fare.
Se mantenete solo la traccia vocale e intorno create ex novo un brano, odio dirvelo così, ma QUESTO NON È UN REMIX!!!

Come sta andando questa stagione dal punto di vista professionale? Progetti e uscite discografiche nel prossimo futuro? Alcuni rumors dicono che la Paramount Pictures ti abbia commissionato una colonna sonora…
Sul fronte della colonna sonora non c’è nulla di ufficiale per ora. Quest’anno ho collaborato con tantissime persone in giro per il mondo. Ad ottobre ho un singolo in uscita, “Drop Acid”, firmato con Bart B More. Ho fatto alcune session in Germania con TAI e stiamo lavorando ad un ep. Sono ormai dieci anni che collaboro con Mark Verbos e continuiamo a rinnovare, contaminare il nostro approccio alla musica.
Sto per lanciare una nuova label, la Brooklyn Fire, e ho iniziato a collaborare con buona parte degli artisti che ho messo sotto contratto come Figure, Jon Kennedy, Dan Aux and Turbo P. Inoltre sto lavorando con Kassiano, un “brazialian guy” che ha prodotto “Machuka”, il nuovo singolo di Lil Jon. Abbiamo appena finito un incredibile remix di “La La Land” di Green Velvet.

Nell’arco della tua carriera hai viaggiato in lungo e in largo per il mondo, grazie ai tuoi dj-set, showcase etc… Hai un club, una location o una tipologia di pubblico che riesce ad amplificare o recepire al meglio il tuo sound?

L’Australia è “la mia casa lontano da casa” perché la gente va veramente fuori di testa da quelle parti. D’altro canto sono di origine italiana e Daniela, l’amore della mia vita, al momento vive a Roma quindi amiamo venire in Italia e sarà un’esperienza fantastica poter suonare a Roma… E forse il vostro calore e ospitalità potranno farmi cambiare idea?!

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