Intervista ai *FENECH SOLER*
L-Ektrica Fanzine n°2

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Intervista di Matteo Quinzi ai FENECH SOLER per la Fanzine L-Ektrica n° 2 di Novembre

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Vi siete formati nel 2006 ma il vostro primo singolo, “The Cult Of Romance” è uscito solo nel 2009. Cosa è successo in questi tre anni? E da dove proviene il nome della band? Èun gioco di parole con il cognome di Daniel?
Abbiamo iniziato a fare musica nel 2006 ma abbiamo avuto un lungo periodo di “apprendistato” prima di poterci ritenere pronti per un live show o per registrare qualcosa. Andy, il nostro batterista, si è unito alla band solo nel 2008, ed è da quel momento che i Fenech-Soler sono effettivamente iniziati. Il nome è una parte del nome di Dan. È di origine maltese. No joke!

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“The Cult Of Romance” è stato prodotto dal grande Alan Braxe. Come siete entrati in contatto con lui? Se e quanto il vostro songwriting ne è stato contaminato?

In realtà il brano non è stato prodotto da lui. Alan ha semplicemente licenziato il singolo con la sua label, la Vulture. È stato un primo grande passo per la band ed è accaduto tutto in maniera abbastanza organica. Ci ha scoperto tramite MySpace e ci ha mandato un messaggio per dirci che apprezzava il nostro lavoro. A quel punto ci siamo subito ritrovati nella condizione di poter incidere qualcosa per la Vulture e di entrare in contatto con la scena musicale londinese via Parigi. Ci è piaciuto il modo singolare in cui si è svolta la cosa e consideriamo Alan come un’influenza primaria.
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Siete stati definiti dalla stampa inglese “Ifratellini dei Friendly Fires”… Vi sentite influenzati o connessi a loro, o a una specifica scena? In caso contrario, quali sono le vostre “inspirational bands”?
Ascoltiamo una vasta gamma di musica e bands, i Friendly Fires sono una di queste. Daft Punk, Chemical Brothers e Soulwax sono state probabilmente le nostre prime influenze nel mondo elettronico, ma noi abbiamo un debole anche per la pop music. Classici che resistono alla prova del tempo come George Benson, The Whispers, Earth Wind & Fire hanno sempre influenzato il nostro modo di comporre. La melodia è importante per noi.

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Il vostro sound è composto da due interessanti, e all’apparenza distanti, caratteristiche: le strutture e gli effetti sono di estrazione elettronica mentre le melodie e l’enfasi provengono direttamente dal mondo indie-emo. Come siete riusciti a creare questo equilibrio? Qual’è l’aspetto più importante quando iniziate a concepire una traccia?
La scrittura dell’album si è basata su accordi , strutture e pattern che consideravamo fondamentali e sui quali abbiamo costruito i vari brani. È importante introdurre il prima possibile i testi e le parti vocali durante il processo di scrittura, quando si è ancora in una fase iniziale, così ci siamo dedicati a questo per un po’. Una volta ottenute delle versioni embrionali dei vari brani, abbiamo rivolto la nostra attenzione alla strumentazione e ri-registrato molte parti utilizzando dei synths vintage e una vera batteria per ottenere un sound migliore. Abbiamo registrato, prodotto e missato l’intero album da soli, a casa.

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Vi occupate anche di remix. Un ottimo esempio è il lavoro fatto su “Hollywood” di Marina & The Diamonds. La ritenete un’occupazione occasionale o una carriera parallela? Qual è la vostra prima regola nell’arte del remix?

Il nostro primo requisito è che ci deve essere una buona traccia vocale. Di solito noi teniamo solo la parte vocale del brano originale, quindi è fondamentale avere qualcosa di valido su cui lavorare. È una cosa che facciamo quando ne abbiamo il tempo! Abbiamo dovuto rifiutare molti remix recentemente, visto che siamo in tour. È un ottimo modo per sperimentare cose nuove e ultimamente abbiamo messo la mani su dei pezzi di Everything Everything e Sunday Girl. Quando torneremo a casa, potremo finalmente rimetterci al lavoro.
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Parlateci del vostro album di debutto “Fenech-Soler”, uscito un paio di settimane fa e anticipato dai singoli “Stop and stare” e “Lies”… Quali sono le vostre aspettative?
Come abbiamo già detto, è stato registrato interamente a casa ed è stata un’esperienza assolutamente positiva. Non abbiamo dovuto vagare e aspettare che un producer arrivasse e ci trasformasse in una buona band. Non appena registrammo “Lies”, una delle prime tracce, pensammo subito che la soluzione migliore fosse quella di andare avanti da soli. Andrew, il nostro batterista, ha un’ottima conoscenza delle tecniche di produzione, e ha quindi recitato un ruolo chiave per la riuscita dell’album, dal punto di vista della qualità sonora. Siamo molto contenti che l’album sia finalmente uscito. In scaletta ci sono brani più lenti come “Stonebridge” e “Walk Alone” che hanno delle atmosfere molto differenti ed è stato divertente poterle suonare live durante il tour inglese. Stiamo avendo la possibilità di suonare il nostro album dal vivo ed è una cosa che ci rende felici ogni serata.

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Parlateci del vostro live… Cosa ci dobbiamo aspettare?
Noi suoniamo tutto dal vivo. Non siamo una “laptop band”. Portiamo sul palco batteria, percussioni, piano, chitarra, basso etc… Amiamo l’energia di rock bands come i Queens Of The Stone Age, e ci piace interpretare i nostri pezzi. Abbiamo anche molta elettronica e l’impressione generale è che siamo molto più “heavy” rispetto al disco. Funziona molto bene anche nell’ambiente di un club.

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Per Lenny: Parlaci della collaborazione con i Groove Armada nella traccia “Paper Romance” tratta dal loro ultimo album “Black Light”. Come è stato lavorare con loro?
Tom dei Groove Armada si incuriosì e ci venne a sentire in uno show a Londra. Poi ci invitò a suonare al suo festival, il Lovebox, e da lì è cominciata una collaborazione su alcune tracce di “Black Light”. In quel momento la parte strumentale di “Paper Romance” era pressoché completa, così mi venne abbastanza facile aggiungerci una parte vocale. Inoltre abbiamo registrato la parte di chitarra del brano. Dopo siamo andati in tour con loro in UK e America, come supporting band, e ovviamente è stata un’esperienza fantastica. I Groove Armada hanno sfornato la loro prima hit più di dieci anni fa e sono ancora in pista. Sono un modello da seguire per noi ed è un privilegio poter lavorare con loro.

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