Intervista / Interview
*THE TWELVES*
L-Ektrica Fanzine n.2
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Intervista a *THE TWELVES* di Matteo Quinzi, per L-Ektrica Fanzine n°2  –  Novembre 2011.

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Nelle ultime stagioni diversi artisti “indie” provenienti dal Brasile hanno conquistato il pubblico e la critica internazionale, come Gui Boratto o le CSS. È quindi un buon periodo per essere degli “artisti” in Brasile? O, per la vostra carriera, preferiste spostarvi altrove? Diteci la vostra in merito, segnalandoci magari anche qualche nuovo talento emergente locale…

Non possiamo che essere felici del fatto che oggi il Brasile venga considerato una fucina di buona “nuova” musica. Per così tanti anni i paesi di riferimento per la musica “di ricerca” sono sempre stati solo l’Inghilterra e gli Stati Uniti. E forse qualcosa di europeo per quanto riguarda il versante più dance. Per noi è grandioso avere la possibilità di essere accostati a gente del calibro di Gui Boratto, DJ Marky, MixHell… Certo, da un punto di vista logistico ci sentiamo “tagliati fuori”, per quanto riguarda le “strategie” dei tour o delle “business opportunities” che ci sono in Europa; ma mai a causa di pressioni esercitate da altre situazioni presenti nel nostro paese. Passando alla scena musicale locale, la maggior parte delle nuove leve si occupa di house, techno e trance, ma ci sono gruppi come i Database che che stanno stanno facendo grandi cose e che hanno veramente un bel sound.

Siete considerati tra gli “hottest” remixers in circolazione, a livello mondiale. Buona parte dei vostri remix sono diventati degli “istant classic”, partendo da “Boyz” di M.I.A, del 2007, per arrivare al recente “Something Good Can Work” dei Two Door Cinema Club. Qual è il vostro “segreto” e la vostra prima regola nell’arte del remix?

La prima e unica regola è quella che il brano deve avere una grande traccia vocale. Di norma lavoriamo sulla parte vocale delle tracce reputando che sia l’elemento fondante sia per la struttura che per la melodia di una canzone. Dopo di che tutto quello che dobbiamo fare è costruire una traccia con il nostro stile intorno alla voce. Abbiamo l’abitudine di lasciare la parte vocale “immacolata” così da mantenere la stessa atmosfera dell’originale.

Che cosa ci dite a proposito del vostro set? È in parte live, con synth e tastiere, e in parte utilizzate laptop, cds? Avete l’abitudine di includere in scaletta brani originali, vostri remixes e pezzi altrui?

Suoniamo utilizzando loops e samples tramite Ableton e li “inneschiamo” con le nostre tastiere MIDI. A volte affittiamo un basso per i live, per aggiungere qualcosa, comunque tutta la nostra musica viene generata live sul palco e non è nostra abitudine prepararci nulla in advance. Non si può mai sapere come la gente possa reagire e crediamo di avere maggior controllo dell’audience e dell’atmosfera della serata suonando tutto in tempo reale. Parlando della selezione dei brani, dipende da cosa reputiamo “hot” per l’occasione. A volte lo sono le nostre tracce originali, ma delle altre ci rendiamo conto che non sono la cosa più indicata per il mood del club.

Il vostro primo Ep di brani originali era previsto per lo scorso autunno, tramite l’inglese Eye Industries di Rob Sutcliffe, ma non è più uscito… Cosa è successo? E quanto dovremo aspettare per ascoltare il vostro debutto sulla lunga distanza?

Sfortunatamente c’è stato un ritardo circa l’uscita del suddetto ep con la Eye Industries e di conseguenza non abbiamo avuto l’opportunità di far uscire del materiale originale lo scorso anno. In tutti i casi, al momento, stiamo lavorando a delle nuova musica con l’obiettivo di farla uscire nel 2011.

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Interview: THE TWELVES by Matteo Quinzi,  L-Ektrica Fanzine n°2  –  November 2011.

In the last years several interesting “indie” artist came out from Brazil, “conquering” the international audience and critic, like Gui Boratto or CSS. What do you think about it? Is it a “good period” to be an artist in Brazil? Or, for your career, it would be better to change “headquarter”? Do you have some brazilian “underground” artist, producer or band that you really appreciate at the moment? Tell us more about your “local music scene”…

We think it is great that Brazil is now being recognised as a genuine world music nation. For so many years it has always been about the UK and USA for pioneering music. Maybe even mainland Europe for the more dance oriented stuff. But for usi t is great to have these affiliations with people like Gui Boratto, DJ Marky, MixHell and these people. We have considered relocating, but only because of travel logistics for touring and general business opportunities that exist in Europe; never because we felt any pressure from the other acts in Brazil. In terms of the local music, the majority is focused on the House, Techno and Trance genres, but there are groups like DATABASE who are doing really well and have got a great sound.

You’re considered one of “hottest” remixers of the last seasons, worldwide. Most of your remixes became istant classics, starting from “Boyz” by M.I.A., dated in 2007, to “Something Good Can Work” by Two Door Cinema Club, released some month ago. Which is your “secret” and your first rule in the art of remix?

The first and only rule is to have a great vocal. We work around the vocals of the tracks we remix as we feel that is where the majority of the song structure and melody comes from. Then all we have to do is build a track around the vocal in our own style. We like to leave the vocal untouched so that the time signature is the same and the remix doesn’t stray too far away from the original.

What about your set? Is it part live, with synth or keyboard, and part with laptop and/or cds, or what? Do you include in the set-list your original tracks, remixes and tracks by other artist? Is it basically prepared in advance or in “real time” with the feeling of the audience?This is your first time in Rome, so we are very curious about your performance…

We play using loops and samples in Ableton and trigger them with our MIDI keyboards. From time to time we might rent a bass guitar for a show to give it that little bit extra, but all of our music is made on the stage and we would never prepare something in advance. You never know how a crowd will react and we feel that we have more control over the audience and the atmosphere when we play in real time. In terms of what we play, it’s whatever is hot at the time. Sometimes we use our own tracks, but sometimes it isn’t quite right for the mood of the club.

Finally last year, you have released your first ep with original tracks. Tell us more about it (gestation, sounds, your impressions about the final result and about the response of the audience and the critic). When and how do you enter in contact with Rob Sutcliffe and his Eye Industries, the english label that has released your ep? And how long we will have to wait for your debut album?

Unfortunately there was a delay in releasing the EP with Eye Industries and we have not had a chance to release the original material. We are however working on new music at the moment with a view to getting something out this year.

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