Intervista / Interview
*IN FLAGRANTI*
L-Ektrica Fanzine n.4
It-En version

grafic

Intervista a *IN FLAGRANTI* di Matteo Quinzi, per L-Ektrica Fanzine n°4 –  Febbraio 2012.

————————————————————————————————————————————

Prima di tutto, come vi siete conosciuti e dopo quanto tempo avete deciso di collaborare?

Sasa: Con Alex ci siamo conosciuti nel 1992 a Basilea, in un un negozio di dischi. Alex mi invitò a stare da lui a New York per un mesetto. Lui viveva a New York dal 1984, lavorando come graphic designer per diversi clienti come la Eight Balls Records, per la quale aveva disegnato il logo originale. Vivevamo a Manhattan in un grande loft tra la Avenue B e 2nd street,  io cucivo vestiti e Alex disegnava, mentre la musica ci accompagnava per tutto il giorno.

Parlateci della vostra etichetta, la Codek, che avete fondato nel 1996. Che tipo di immaginario musicale volevate creare con la label, all’inizio? Dopo oltre quindici anni è ancora lo stesso? Con quale criterio selezionate gli artisti che entrano a far parte del vostro roster? C’è una particolare caratteristica che devono o non devono avere?

Sasa: La nostra filosofia che si cela dietro la Codek è influenzata dalla scena “cosmic music” italiana dei primi anni ‘80. Ho sempre amato il modo in cui certi dj’s dell’epoca mischiavano ogni genere musicale, creando però uno stile e un sound unico e peculiare. Nel corso degli anni abbiamo lavorato per creare un nostro sound. In principio era veramente difficile vendere quello che stavamo producendo, in quanto non si adattava a nessuna sezione “classica” presente nei negozi di dischi. Ci sarebbe piaciuto scrivere sul retro “file under: Cosmic” ma all’epoca non esisteva nessuna sezione “Cosmic” nei negozi! Gli artisti che pubblicano per la Codek sono tutti nostri amici, sono un gruppo di persone quanto mai eterogeneo e creativo. È stato un grande momento, nessuno di noi aveva la percezione esatta di cosa stesse facendo, ma tutti sapevamo, avevamo la necessità di proporre qualcosa di diverso, di inedito. In tal senso l’esempio migliore è la prima compilation uscita su Codek, “Audio messages”.

Continuando a parlare della Codek, un altro aspetto chiave sono le scelte grafiche e fotografiche delle varie uscite della label. Quasi tutte sembrano omaggiare lo stile erotico PHOTO, molto in voga negli anni ‘70… Che cosa ne pensate? Siete dei fan accaniti del nudo artistico e “vintage”, o in realtà si tratta di un approccio più ironico?

Alex: L’omaggio è quello e credo che sia anche una delle caratteristiche vincenti della Codek. L’immaginario arriva dal mondo in cui siamo cresciuti negli anni ‘70, le copertine dei magazines apparivano, venivano realizzate in quel modo, ed è con quel tipo di materiale che lavoro. Realizzo dei collage di immagini vintage, lo stesso per la musica e i video. Seleziono, divido e riassemblo le varie immagini trovate in un’unica cover artistica. Noi non suoniamo o assomigliamo a nessun altro: voglio che la gente sappia, quanto vede una nostra “creazione”, che si tratta senza alcun dubbio di qualcosa “made In Flagranti”.

Vivete a Basilea, in Svizzera, una delle più importanti città per l’arte contemporanea. Se e quanto la speciale atmosfera della città ha influenzato la vostra musica e il vostro stile di vita? In caso positivo, più da un punto di vista “concettuale” o “estetico”? O entrambi?

Alex: Sono cresciuto a Basilea, mi ricordo di essere andato al primo ART Basel nel 1970 con i miei genitori ed ebbe grande impatto su di me. Avevo 6 anni e mio padre aveva molti amici artisti o designer.  In quel periodo ricordo di aver visto alcuni amici di mio padre lavorare su un tavolo da disegno sul quale erano montate due lampade da disegno. Vicino c’erano diverse vecchie tazze da caffé piene di matite e pennelli che lui usava per disegnare: era quello che volevo fare. In sintesi, Basilea ha influenzato la mia estetica del design soprattutto nella prima parte della mia vita.

Parlateci in maniera più diffusa dei vostri set… Come sono strutturati? Di solito suonate solo le vostre tracce (originali, edits o remix) o inserite anche brani di altri artisti? Preparate la scaletta in anticipo o si tratta di una selezione in “real rime”?

Alex: Di solito suono delle edits di tracce originali che ho composto, sono pre-selezionate e masterizzate su due cd. A volte però mi capita di creare una selezione dopo essere entrato nel club, aver dato un’occhiata alla gente ed essermi fatto un’idea dell’atmosfera e del mood della serata.

Sasa: Come dj, non ho mai preparato un set. Per me è una cosa totalmente intuitiva e dipende da vari fattori come la location o il tipo di persone presenti. Provo a mettere e miscelare in musica quello su cui sto lavorando, anche per sentirlo con un bell’impianto e saggiare le reazioni della gente. Quando invece suono un live set, carico i loops su Ableton così da poterli missare insieme su 8 tracce. Ho settato la cosa in modo da poter iniziare con qualsiasi loop e poi costruire da lì il resto, aggiungendo altri loop e suoni per creare sul momento nuove melodie.

Quali saranno le vostre prossime releases? Cosa ci dobbiamo aspettare nel 2012 da In Flagranti e dalla Codek?

Sasa: Continueremo con la serie Schematic Tracks, disponibile sia in vinile che in formato digitale, e inoltre realizzeremo alcune tracce inedite ed esclusive per Juno Digital.

___________________________________________________________________________

Interview: IN FLAGRANTI by Matteo Quinzi,  L-Ektrica Fanzine n°4  –  February 2012.


First of all, tell us how and when did you met for the first time and how long after and why you’ve decided to start working together?

Sasa: Alex and I met in Basel at a Record Shop 1992. Alex invited me to New York to stay with him for a month. He had already been living and working in New York since 1984, he was doing graphics design for different clients including Eight Ball Records for which he designed the original logo. We were living in a big loft in manhattan on ave. B and 2nd street, I was sewing clothes and Alex was doing graphic design while we listen to records all day long.

Talk us about your label, Codek, founded back in 1996. What kind of musical imaginary you wanted to create with the label at the beginning? After more than 15 years is still the same? By what criterion selected the artists who become part of your roster? There is a fundamental characteristic that they should or should not have?

Sasa: Our philosophy behind Codek was influenced by the Cosmic Music scene in Italy in the early 80’s. I loved the way the dj’s mixed all kinds of music genres and created a unique sound and style. Over the years we managed to create our own sound. In the beginning it was really hard to sell what we were putting out, as it didn’t fit anywhere in the record shops. We would write on the back of the sleeve “file under Cosmic”,  but there was no Cosmic section in the shops at the time. The Artists featured on Codek were all friends of ours, it was a really diverse group of people. It was a great time as we all didn’t know what we were doing, except we knew that we wanted to do something different. The best example of this is our first Codek compilation “Audio Messages”.

Continuing the discussion about Codek, another key issues are the graphics and photographic choices for the label outputs. Everything seems to pay homage to the erotic PHOTO style, typical of the 70s… What do you think about it? Do you believe strongly in the “vintage & artistic nude” or is it actually an ironic approach to the thing?

Alex: The thing as you call it, is what we grew up with in the 70s, magazine covers looked like that and thats what i work with. I make collages out of vintage images, same as i do with music and videos, i select, dissect and reassemble found images in to unique cover art, we don’t sound or look like anything else, i want people to know when they see it, thats unmistakably In Flagranti.

You’re based in Basel, Switzerland, one of the most important cities for contemporary art. Whether and how the special atmosphere of the city has influenced your music and lifestyle? And if so, from one point of view: “aesthetic”, “conceptual” or both?

Alex: I grew up in Basel, I remember going to the first ART Basel in 1970 with my parents and it had big impact on me. I was 6 years old and my father had allot of friends that were artist or graphic designers, around that time i remember seeing my friends dad working on a drafting table with 2 drafting table lamps mounted to it, next to it he had lots of old cafe cans with brushes and pencils he used for drawing, that,s what i wanted. So Basel had some influence in my design aesthetics in the early part of my life.

Tell us more about your set… How is it structured? Do you usually played “only” your tracks (originals, edits or remixes) or included tracks/songs by others? The tracklist is prepared in advance or is a “real time” selection?

Alex: i play mostly edits of tracks i made when i dj, they are pre-selected and burnt to 2 cds, sometimes i burn a selection after i get to the club, and have a look at the crowed and get an idea of what i’m dealing with.

Sasa: When djing I never prepare a set. It’s totally intuitive and depends on the venue crowd etc. what I play. I do try and mix in Music that I have been working on, just to hear it out on a big system and see the reaction of the crowd. When doing a live set, I put together loops in Ableton that I can mix together on 8 tracks. The way I set it up is, to be able to start with any loop and then build from there adding more loops and sounds to create tunes on the spot.

What about your next releases? What can we expect in 2012 from In Flagranti and Codek?

Sasa: We will continue the Skematic Tracks series, which will be on vinyl and digital and also release exclusive tracks fro Juno Digital.

Leave a Reply