Intervista / Interview
*MERCURY*
L-Ektrica Fanzine n.5
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Intervista a  *MERCURY* di Matteo Quinzi, per L-Ektrica Fanzine n°5 -  Marzo 2012.

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Dando un’occhiata alla vostra biografia si evince subito quanto l’ironia sia una delle caratteristiche chiave delle vostre personalità. Per favore presentatevi a vicenda, mettendo in risalto le qualità più spiccate sia da un punto di vista umano che professionale… Senza tralasciare ovviamente il difetto più evidente…
Simon: Mel può essere molto entusiasta, ma delle volte anche “mercuriale”. D’altra parte riesce a essere molto determinato una volta che sente di essere sulla strada giusta. È un mistero per me e credo che lo sia anche per lui. Mi piace lavorare e viaggiare con lui, è sempre divertente e poi abbiamo lo stesso senso dell’umorismo.
Mel: Simon possiede un senso dell’umorismo molto anglosassone, oltre a essere un ragazzo molto curioso e con una mentalità aperta. Potresti parlagli della migrazione degli uccelli in Tanzania, lui ti ascolterebbe con interesse e ti farebbe domande precise a tal proposito. In studio è molto pedante, vorrebbe provare tutte le soluzioni possibili prima di dare il placet su qualcosa. Qualche volta dovrebbe essere più disposto a correre dei rischi.

Parlateci delle vostre fonti d’ispirazione: le sonorità, gli album o gli artisti che vi hanno stregato a tal punto da convincervi a diventare dei producer e dei dj…
Simon: La lista è infinita e lo spettro sonoro potrebbe andare dalla classica all’avanguardia. Molti input vengono in realtà da altri campi artistici extra musicali. Ma se fossi costretto a fare dei nomi: Prince è stata senza dubbio un’ispirazione primaria per quanto mi riguarda. Lo stesso Count Basie. È stato un “dancefloor filler” negli anni ‘40, riuscendo a portare la musica da ballo, all’epoca era lo swing, alle masse. Da questo punto di vista può essere considerato il primo prototipo del dj techno. Un’altra fonte d’ispirazione è Eric Satie, mi piace molto il modo in cui utilizza i breaks, le pause nelle sue composizioni.

Rivelateci il vostro “vecchio maestro” e “la nuova promessa” preferiti in ambito dance ed elettronico…
Mel: Senza dubbio il maestro è Theo Parrish, mentre il nuovo discepolo talentuoso  potrebbe essere Axel Boman, giovane dj e producer svedese.

Nella title-track del vostro ultimo Ep “Candelight”, c’è il featuring di Robert Owens, una delle più grandi voci in ambito house. Come siete entrati in contatto con lui? Lo avete incontrato dal vivo? Quali sono state le vostre prime impressioni, personali e professionali, su di lui? Oltre ad Owens con quale altra “voce” vi piacerebbe collaborare?
Mel: Abbiamo fatto sentire i nostri demo ai ragazzi della Gomma Records, dicendo loro che stavamo cercando un vocalist per l’allora strumentale “Candelight”. Ci hanno messo loro in contatto con Robert. Per fortuna gli è piaciuta la traccia e poche settimane dopo ci ha mandato le sue parti vocali. Lo abbiamo conosciuto solo lo scorso dicembre a Berna. È venuto per girare il video promozionale con noi e abbiamo suonato insieme al Club Bonsoir. Robert è una persona molto umile e intelligente. Non fa pesare per nulla il fatto di essere considerato da tutti come una leggenda vivente, anzi in realtà non sembra affatto interessato ad essere visto come tale. Gli interessa solo guardare avanti e crescere ulteriormente come individuo e come artista. Quando è arrivato a Berna era influenzato ma ha comunque lavorato con noi per tutto il giorno per la realizzazione del video, dimostrandosi anche una persona molto professionale. Altri vocalist?  Fammi pensare… Forse Luther Vandross se ci fosse la possibilità di riportarlo in vita. È stato un incredibile cantante soul..

Tutte le vostre recenti produzioni sono uscite per la Gomma Records. Come mai questa scelta? Avete stipolato con loro un contratto in esclusiva o cosa? Avete in programma delle nuove releases per i prossimi mesi?
Simon: Esatto, abbiamo siglato con loro un contratto a lungo termine. Ma abbiamo un accordo consensuale che ci permette di pubblicare materiale anche per altre etichette, di tanto in tanto. La Gomma è una label dalla mentalità aperta capace di rispettarci come artisti. Molte etichette hanno una precisa, certe volte anche “limitante”, identità sonora. Il loro catalogo sembra seguire un’unica “linea di produzione”. La Gomma invece si lascia guidare dalle emozioni. La label è sinonimo di vera musica e abilità artistica ed è questo che ci piace della Gomma.

Per favore rivelateci la vostra Top 3 delle “cose/ragioni per cui si può essere fieri di essere nati in Svizzera”, trascendendo dall’aspetto prettamente musicale, ovviamente…
Simon:
1  – In tre ore posso raggiungere una pista da sci, un bistrot francese o un mercato italiano.
2 – I nostri fiumi sono così puliti che ci si può tranquillamente nuotare. A Berna, la nostra città natale, abbiamo l’Aare, il miglior fiume balneabile al mondo.
3 – La Svizzera è un’isola di felicità in un mondo che è scosso dalla crisi. Come nazione siamo ancora ricchi e quindi privilegiati. Di certo non è qualcosa che ci rende fieri, ma in tutta onestà siamo grati e ci riteniamo fortunati di vivere in Svizzera di questi tempi!

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Interview: *MERCURY* by Matteo Quinzi,  L-Ektrica Fanzine n°5 -  Marzo 2012.

Peading your biography, the irony seems to be one of the key components of your personality. So please introduce your “partner” eachother, describing the human and musical characteristics you prefer; and of course the most glaring defect…
Simon: Mel can be very enthusiastic but sometimes also “mercurial”. On the other hand he can be very determined once he’s on a path he feels is good. He is a mystery to me and I think also to himself. But I like to work and travel with him – it’s always fun and we share the same sense of humour.
Mel: Simon has a deadpan humour and he is a very interested and open-minded guy. Tell him something about the bird migration in Tanzania – he will gratefully listen and ask you questions about it. In the studio he’s very pedantic – he would try everything out before going for something. He’s sometimes unwilling to take a risk.

Talk us about your sources of inspiration: the sounds/albums/artists that have bewitched you so much that (you) become producers and djs…
Simon: The list is endless and the spectrum goes from classic music to avantgarde – most inspiration comes from different fields beyond music. But if you really want to hear some names: Prince has been a huge inspiration for me. Also Count Basie. He was a dancefloor filler during the 40s – he brought dance music, at the time it was swing, to the masses. In this sense he was the prototype of a techno DJ. Another source of inspiration is Eric Satie – I like how he uses pauses/breaks in his compositions.

Rivelateci il vostro “vecchio maestro” e “la nuova promessa” preferiti in ambito dance ed elettronico…
Mel: Theo Parrish / Axel Boman.

On the title-track of your last Ep “Candlelight” there’s a featuring of Robert Owens, one of the greatest voices in house music. How do you enter in contact with him? Have you met him “face to face”?  What were your first impressions about him, both from a human point of view that artistic / professional? After him, there is another “voice” with which you would like to collaborate?
Mel: We played our demos to the guys at Gomma and told them that we were looking for a vocalist for the “Candlelight” instrumental. They put us in touch with Robert. He liked the track and a few weeks after he sent us his vocals. We finally met him last December in Bern. He came over to shoot the promotion video with us and we played together at Club Bonsoir. He is a very humble and intelligent man. He does not at all insist upon being a legend – he actually does not like it to be seen as one. He wants to go on and develop himself further – as a human and as an artist. He was sick before he came to Bern but still worked with us on the video for a whole day what showed us that he is a very professional guy too. Other vocalists? Hmm…
Maybe Luther Vandross if we could bring him back to life. He was an amazing soul singer.

All of your recent releases have been for Gomma Records.  Why this choice? Have you made an “exclusive” contract with them or what?
Are you planning any new releases (original, edit or remix) for the next months?
Simon: Yes, we signed a long-term contract with Gomma. But we have a mutual agreement that we can release on other labels from time to time. Gomma is an open-minded label and they respect us as artists. Most labels have a certain, sometimes even strict sound identity. Their catalogue is like a “product line”. Gomma is still driven by emotions. The label stands for real music and artistry and that’s what we like about Gomma.

Please reveal us your Top 3 “things/reasons should be proud to be a Swiss” – not only about music, obviously…
Simon:
1  – Within 3 hours time I can reach a ski slope, a French bistrot or an Italian market..
2 – Our rivers are so clean that you can swim in it. In our hometown Bern we have the river Aare – the best river to swim in.
3 – Switzerland is an island of felicity in a world that is shook by crisis – as a nation/country we are still rich and hence privileged. It’s not something that we are proud of. But we are grateful to live in Switzerland in these times!

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